Carta, forbici, mondo. Proiezione di Last Call – Un bestseller che tutti dovrebbero conoscere

10 dicembre 2015

 

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Giorno 9 dicembre al Politecnico di Torino il Movimento per la Decrescita Felice ha presentato il film Last Call diretto da Enrico Cerasuolo. Il film ricostruisce la storia della nascita de I limiti dello sviluppo, pubblicato nel 1972, capostipite di una serie di studi e di movimenti ambientalisti che si battono affinché le misure politiche possano portare a una rivoluzione verde.

«Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.»

– Kenneth Boulding –

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Ecco cosa emerge chiaramente dal documentario: la crescita che il sistema capitalista promuove e spinge non è per nulla sostenibile dal Pianeta.

Quel che si propone è:

 

  • Una decrescita felice

ovvero un passaggio dall’utilizzo di risorse che hanno un impatto ambientale disastroso ad altre (energia solare, eolica, elettrica) il cui utilizzo non turba l’ecosistema terrestre;

  • Una visione globale dei problemi 

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Non basta analizzare i singoli avvenimenti e ridurli a causa ed effetto, ma è più utile considerare i singoli avvenimenti come sintomi che si manifestano all’interno di un sistema più grande.

Un sistema in cui l’unico imperativo categorico possibile sembra quello proposto da Hans Jonas: “Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la permanenza di un’autentica vita umana sulla Terra”.

  • Una prospettiva a lungo termine

I provvedimenti proposti richiedono un cambiamento delle strutture della popolazione, e lo sforzo in questa direzione ha bisogno di tempo prima che si vedano i risultati. Ma sono risultati necessari e per cui vale la pena.

Quarant’anni dopo la pubblicazione de I limiti dello sviluppo Donella e Dennis Meadows e Jorgen Randers compiono una nuova analisi della situazione globale ed esce il loro secondo libro I nuovi limiti dello sviluppo. Dalle analisi, la mancanza di provvedimenti adeguati ci ha catapultato in uno dei peggiori scenari possibili tra quelli prospettati nel primo libro.

In conclusione: se invece di sfruttare le proposte contenute sulla carta, scegliamo forbici o mondo infischiandocene dell’aumento di popolazione e della diminuzione delle risorse rimarremo schiacciati.

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Ci sono troppe brutte notizie per giustificare la soddisfazione. Ci sono troppe buone notizie per giustificare la disperazione.

A seguito della proiezione si è svolto un dibattito in aula. Si è riflettuto sulla velocità delle notizie che si sommano l’una sull’altra e si consumano presto nella memoria. Si è parlato da parte di tutti, nell’era di internet, di una disinformazione volontaria a cui si deve rispondere con una democrazia dal basso. L’umanità è abbastanza adulta da poter fare rete, spingere i politici a scegliere CARTA.

Per curiosità o maggiori informazioni scrivete a: circolomdftorino@gmail.com

Aggiungete su fb: https://www.facebook.com/mdftorino/

 

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