IlMorandazzo – Il cinema come non l’avete mai visto!

30 dicembre 2015

Ho iniziato a scrivere quest’articolo pensando a cosa avrei detto a una persona per presentare questo libro. Poi mi sono resa conto che l’ho già fatto decine di volte nelle ultime settimane, con tutti i miei amici, e nel modo più semplice che esiste: leggendolo.

 

BAMBI

un cacciatore di cervi uccide la mamma di Bambi in quanto cervo.

bambi cresce solo.

il fatto che non ci sia mai stato bambi 2 ci fa pensare che la stagione di caccia successiva sia stata fruttuosa.

 

PSYCHO

proprietario di motel impaglia uccelli e si veste come sua madre per uccidere le clienti.

poi è nato tripadvisor.

 Non c’è introduzione migliore a Il Morandazzo. Primo perché, si sa, le battute spiegate non fanno ridere. Secondo perché nessuno si sa presentare da solo come uno stand-up comedian, e non a caso Massimo Pica ha trovato così il suo editore. La storia di un vero colpo di fulmine (editoriale): il Salone del Libro di Torino organizza un format chiamato Incipit in cui chiunque voglia può presentare la propria idea ad alcune case editrici. I partecipanti hanno un minuto a disposizione. Un’ignara Oriana Conte, editrice di SuiGeneris, è nel pubblico e Massimo, in un solo minuto, la folgora. Era destino. Questo lo dobbiamo pubblicare. Oriana scrive in una delle sue innumerevoli liste: pubblicare Il Morandazzo. È fatta.

Noi morandazziani crediamo che la critica cinematografica e lo studio dei film possano e debbano fare passi avanti. La recensione è un concetto superato. Il libro di teoria del cinema, roba da paleolitico. Finalmente qualcuno ha portato la chiarezza nella fumosa pomposità di queste forme di analisi. Noi crediamo in un Morandini (dizionario enciclopedico del cinema edito da Zanichelli, ndr) più libero, meno sistematico, più divertente e scanzonato. Insomma, un Morandazzo. SuiGeneris è onorata di essere la prima a ospitare la forma cartacea ufficiale della futura corrente che condizionerà tutta la critica negli anni a venire: il Trerighismo. Riportiamo da definizione originale del suo creatore: «solo in tre righe si rivela l’essenza teocratica dei film al pubblico. Un consiglio: non provateci a casa».

Ringraziamo l’autore per aver trovato il tempo, tra i suoi svariati impegni mondani, per illuminare la via della conoscenza dell’arte cinematografica a noi poveri babbani. Massimo ha infatti partecipato a show comici di rilevanza nazionale, anche se, purtroppo, non abbiamo selfie che comprovino quest’affermazione. Attualmente è uno dei fondatori e amministratori della pagina facebook Kotiomkin (https://www.facebook.com/kotiomkinlab/?fref=ts), conosciuta per le sue battute attuali e irriverenti:

Ora, il senso di questo profilo sta tutto nel suo nome, e credo vi si possa trovare anche un ingrediente fondamentale della formula de Il Morandazzo. In Il secondo tragico Fantozzi il capo di Fantozzi impone a tutti i suoi impiegati la visione di film d’autore, tra cui La corazzata Potëmkin di Ėjzenštejn. Il protagonista, alla fine della proiezione, si alza e esprime il suo netto giudizio: «Per me… La corazzata Kotiomkin… è una cagata pazzesca!». Ovviamente, questa osservazione nulla ha a che vedere con il grande capolavoro del regista russo. Vuole piuttosto attaccare la piccolezza e l’ipocrisia di certo intellettualismo acritico, e lo fa con la migliore arma: ironizzando, rimuovendo l’aura sacrale, rimescolando i presupposti del gioco. Dietro alla battuta, alla risata, si nasconde quindi un intento serio di critica a un determinato modo sterile di approcciarsi all’arte. Non a caso, Massimo Pica è un grande appassionato di cinema e si definisce ossessionato dalla comprensione dei suoi significati. In questo libro ha scelto di usare tutta la sua cultura in materia per rompere i confini, per evitare l’ossequio e scansare il giudizio. Manipola la sua conoscenza per spiazzare in poche righe ogni genere di film pur mantenendo vivido il punto focale. Ci fa distaccare, guardare dall’esterno, astenere dal giudizio. Ci ricorda l’importanza non solamente di rifiutare, ma di ridicolizzare lo snocciolamento pedante quando si parla di arte. Perché se una cosa è sacra e intoccabile, se viene rinchiusa in una teca di vetro, perde inevitabilmente la sua carica creativa.

Naturalmente l’autore non manca di fare i suoi profondi inchini a grandi capolavori.

 

FRANKENSTEIN JUNIOR

poteva essere peggio.

perché meglio è impossibile.

 

Calvino definiva la leggerezza come capacità di volare sopra le cose e, in questo modo, vederle dall’alto. Credo sia il modo perfetto per descrivere il viaggio nel cinema a cui Massimo Pica ci invita.

Lo trovate su Amazon!

Alice Todesco

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