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Carta, forbici, mondo. Proiezione di Last Call – Un bestseller che tutti dovrebbero conoscere
Blog / 10 dicembre 2015

  Giorno 9 dicembre al Politecnico di Torino il Movimento per la Decrescita Felice ha presentato il film Last Call diretto da Enrico Cerasuolo. Il film ricostruisce la storia della nascita de I limiti dello sviluppo, pubblicato nel 1972, capostipite di una serie di studi e di movimenti ambientalisti che si battono affinché le misure politiche possano portare a una rivoluzione verde. «Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare all’infinito in un mondo finito è un folle, oppure un economista.» – Kenneth Boulding – Ecco cosa emerge chiaramente dal documentario: la crescita che il sistema capitalista promuove e spinge non è per nulla sostenibile dal Pianeta. Quel che si propone è:   Una decrescita felice ovvero un passaggio dall’utilizzo di risorse che hanno un impatto ambientale disastroso ad altre (energia solare, eolica, elettrica) il cui utilizzo non turba l’ecosistema terrestre; Una visione globale dei problemi  Non basta analizzare i singoli avvenimenti e ridurli a causa ed effetto, ma è più utile considerare i singoli avvenimenti come sintomi che si manifestano all’interno di un sistema più grande. Un sistema in cui l’unico imperativo categorico possibile sembra quello proposto da Hans Jonas: “Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con…

Opening doors alla Holden – 4 giugno 2015
News & Eventi / 4 giugno 2015

Opening doors alla Holden – 4 giugno 2015 Valcata la soglia della fabbrica di libri al cioccolato   Welcome coffee[1] Il discorso di benvenuto, non a caso[2], introduce il termine Pitch. Nel baseball indica l’atto di lanciare la palla. La metafora vuole quindi riprodurre l’immagine degli alunni, che conclusi i due anni alla Holden, si lanciano con la presentazione del loro progetto finale (romanzo, raccolta di racconti, sito web, serie tv, cioccolato bianco[3]) in pochi minuti. Il presentatore parla di un “gioco di seduzione”, devono catturarti al volo con poche parole. Io penso a Match Point. Dopo essersi preparati in un campo come la Holden gli scritti che lanceranno andranno oltre la rete e faranno dei punti nel mondo dell’editoria o verranno respinti? Quel che chiede il presentatore è di “fare uno sforzo per lasciarsi sorprendere”[4]. Pitch Vedi nota quattro. Sedotta, valeva la pena di ascoltare. Primo lavoro – Keynote speech[5] di Andrea Guerra Captatio benevolentiae di Andrea Guerra: «Lo dico o non lo dico, lo dico o non lo dico. Ora dirò una di quelle cose banali che fa appunto pensare ‘lo dico o non lo dico’ … si respira una bella aria oggi. Vedo persone entusiaste».[6] Che ci fa uno che…

Le parole non sono fuori moda
News & Eventi / 24 marzo 2015

Le parole non solo non sono fuori moda, ma le parole vanno di moda, si adattano alle mode e la moda ne crea continuamente!   Inizia il progetto Le parole non sono fuori moda di SuiGeneris presso l’Istituto IIS Dalla Chiesa di Caltagirone. 20 ore di lezione nelle classi  per potenziare le capacità degli alunni di utilizzare la comunicazione verbale, instaurando una sinergia tra linguaggio e creazioni di moda. Bozze e bozzetti Che cos’è la moda? Avreste mai detto che chi ha scelto l’indirizzo moda non si è domandato quale definizione si potrebbe dare alla materia che studia? Perciò entro in classe, con il mio modello fatto in casa, alla faccia dei simboli e della semantica più elementare… Distribuisco delle citazioni da far leggere ad alta voce in classe, hanno un taglio eccentrico…  Da ciò che altri – filosofi, sociologi, stilisti, scrittori – hanno detto scopriamo che la moda non è solo un abito, è molto di più: Ecco alcuni degli spunti: “Se le forme sociali, i vestiti, i giudizi estetici, tutto lo stile in cui l’uomo si esprime, si trasformano continuamente attraverso la moda, allora la moda, cioè la nuova moda, appartiene soltanto alle classi sociali superiori. Non appena le classi inferiori cominciano ad…

Mondazzoli e Premio Strega: visioni sul sistema editoriale nostrano – di Matteo Pedrazzini
Articoli / 2 marzo 2015

Sono giorni frenetici per l’editoria italiana, con echi che strappano perfino qualche trafiletto sulle prime pagine dei giornali e qualche minuto in televisione. Partiamo dal primo fatto sconvolgente e che implica una riflessione: Mondadori vuole acquistare la quota di mercato di RCS libri. La notizia è stata il volàno per discussioni su monopoli di settore, libertà di espressione e di scelta da parte di autori e lettori. La fusione Mondadori – Rizzoli creerebbe un unicum europeo, forse mondiale, per quel che riguarda marchi editoriali controllati da un unico soggetto e imprimerebbe una svolta epocale al mercato librario italiano: si avrebbe una concentrazione editoriale delle dimensioni di un colosso. Mi chiedo però se il dibattito cultural-economico su monopoli, libertà di espressione e di scelta non sia invece già attuale da molto tempo e sia rimasto ignorato finché non si è palesata la volontà di Mondadori, che potrebbe sparigliare il campo: le due case editrici sono già delle major, che annoverano al loro interno marchi editoriali molto prestigiosi. Certo non sono le uniche nel panorama italiano. Si è intuito che se l’acquisto dovesse concretizzarsi, alcuni marchi, al momento sotto il controllo di RCS, potrebbero defilarsi da questo matrimonio. Se questa tendenza fosse reale…